Dalla mente di Edipo al volto di Narciso?


  • Dalla mente di Edipo al volto di Narciso? Convegno internazionale a Torino

    5, 6, 7 Dicembre 2008

    presso Torino Incontra
    via Nino Costa 8 Torino

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  • Comitato scientifico organizzativo

    Filippo Bellavia (responsabile)
    Michele Avigliano
    Giuliana Cicuto
    Laura Mariotto
    Claudio Grasso
    Antonietta Pugliese
    Mirella Rostagno
    Daniela Settembrini
    Annalisa Ventura



  • Con la partecipazione di

    Otto F.Kernberg (USA)
    Andrè Green (FRA)
    Simona Argentieri (ITA)
    Paolo Migone (ITA)



  • Con il patrocinio di

    Ordine Psicologi Piemonte
    Ordine Medici Chirurgi e Odontoiatri di Torino e Provincia
    Regione Piemonte
    Città di Torino
    Provincia di Torino



  • Presentazione

    Il pensiero di chi oggi si riconosce nell'Istituto di Psicoterapia Psicoanalitica (IPP), nato nel 1985, si snoda intorno al tema che riteniamo essenziale per la formazione e per la pratica analitica stessa.
    "La relazione analitica è fondata sull'amore della verità, ovverosia sul riconoscimento della realtà ed essa esclude ogni finzione e ogni inganno"
    (Freud, "Analisi terminabile e interminabile").
    "Un sano sviluppo mentale sembra dipendere dalla verità, come l'organismo vivente dipende dal cibo. Se la verità manca o è incompleta, la personalità si deteriora"
    (Bion, "Trasformazioni").
    La domanda che ci convoca è la seguente: se ciò è vero, ed è vero, come è possibile tutelare e promuovere questo patrimonio unico di senso, di significato che sta alla base stessa del nostro lavoro e del nostro essere umani, rispetto al primato del modello imperante oggi nella cultura e nella società, che è basato essenzialmente sulla lusinga ovvero sulla manipolazione massificante delle persone? Lusinga etimologicamente significa bugia. Non è compito allora della psicoanalisi, degli psicoanalisti e degli psicoterapeuti che si ispirano alla teoria e alla pratica analitica, disvelare questo perverso mondo di lusinghe che deteriora la personalità dell'individuo singolo e delle generazioni più vecchie e più giovani, cercando di nuovo e ancora e più in profondità di arrivare al nocciolo nascosto, inconscio dell'essere umano?
    Alla fine dell'Ottocento (1891) Oscar Wilde scrisse il romanzo "Il ritratto di Dorian Gray", in cui l'educazione sentimentale del giovane Dorian Gray da parte dell'amico più adulto Henry Wotton, basata sulla lusinga, fa nascere e sviluppare in Dorian una imago narcisistica così grandiosa che lo porterà a distruggere gli altri e ad autodistruggersi. Si ipotizza che "l'educazione sentimentale" essendo fondata nell'epoca della comunicazione di massa sulla lusinga, abbia determinato nel corso del tempo uno spostamento dell'asse strutturante la psiche dell'essere umano da Edipo a Narciso. Quello di tanti piccoli e piccole Dorian, più di un secolo dopo, è un autoritratto generazionale ed epocale che pone, attraverso la domanda delle nuove e dei nuovi pazienti, delle domande alla psicoanalisi, intesa come pensiero e teoria e come pratica terapeutica ed esperienza clinica. Peraltro l'eredità freudiana, anche nei suoi sviluppi e contributi successivi, va "riconquistata se la si vuole possedere davvero".



  • Informazioni

    Segreteria IPP: 011.597605 - 377. 7071562
    E-mail: info@ippweb.it