Numero 0

Numero 0 - "Berggasse,19"

Direttore: Filippo Bellavia

Redazione: Avigliano Michele, Barbero Cristina, Grasso Claudio, Fattori Laura, Pitton Barbara, Rostagno Mirella, Settembrini Daniela


Editoriale

Con questa pubblicazione, "Berggasse 19", diamo avvio ad una nuova avventura dell'Istituto di Psicoterapia Psicoanalitica - IPP.

Dopo i primi convegni nei primi anni '80, dopo l'apertura della Scuola di formazione nel 1988, (quando ancora non esisteva una legge che regolamentava la professione di psicologo e la psicoterapia) e dopo il riconoscimento della Scuola di Specializzazione avvenuta nel 2000, "Berggasse 19" costituisce un altro tassello dell'attività iniziata nel 1983 con il convegno "La civiltà del disagio".

Molto si è inevitabilmente modificato in questi 24 anni, molti hanno attraversato il "territorio" segnato dall'IPP e speriamo che molti altri ancora lo potranno fare in futuro, a cominciare dagli allievi della nostra scuola di formazione.

E' con onore che mi accingo ad occuparmi di questo pubblicazione, che spero possa essere un supporto significativo nella ricerca continua di aggiornamenti, ridefinizioni, ri - modulazioni della nostra pratica psicoterapeutica, del nostro agire quotidiano. Le nuove soggettività con le quali ci troviamo a doverci confrontare oggi, impongono al lavoro psicoterapeutico, soprattutto a quello di orientamento analitico, una nuova modulazione del trattamento sia in termini di regole del setting, sia in termini di modelli teorico - tecnici.

Sempre più i nuovi soggetti, i pazienti che oggi si rivolgono allo psicoterapeuta, sono caratterizzati da una forte carica ambivalente in quanto interrogano il terapeuta, lo mettono in discussione e sono molto abili nel trovare le contraddizioni e le crepe interne di cui tutti siamo comunque portatori. Le nuove e sempre più emergenti patologie quelle, che da più parti vengono definite le "nevrosi del carattere" e i "disordini narcisisti della personalità", pongono nuovi interrogativi al lavoro analitico e spesso il terapeuta ha l'impressione di non poter fornire un ascolto ed una lettura adeguati.

Il modello analitico di base paziente - analista, che si rifà prevalentemente a quello freudiano, si trova perciò ad essere costantemente messo in discussione e deve fare in conti con una mutata richiesta di aiuto, con una domanda non sempre chiaramente definita e formulata (che spesso viene "agita"), con una nuova soggettività che sta più sul versante del narcisismo e sempre meno su quello edipico (sempre meno caratterizzata dalla "colpa edipica" e sempre più dalla "vergogna"); ci si trova in definitiva a fare i conti con soggetti "mutati" rispetto a quello che si è appreso dai testi classici. Questo quadro non può non interrogare lo psicoterapeuta nella sua pratica clinica quotidiana e nei suoi riferimenti teorici.
Da sempre il modello base paziente - analista è stato soggetto ad aggiustamenti, ridefinizioni teorico - pratiche e su queste si sono scontrati, durante tutto il secolo scorso, i discepoli di Freud. Si ha perciò, a volte, l'impressione che sia un dibattito che non avrà mai una fine, ma d'altra parte l'insegnamento di Freud sta proprio nella sua capacità di non fermarsi mai sui dati acquisiti, ma di continuare a porsi "delle domande".

Con questa pubblicazione, Berggasse 19, vogliamo continuare a porci e porre delle domande attraverso i seguenti obbiettivi di fondo: a) Contribuire a questo lungo dibattito, direi ormai secolare; b) Contribuire alla ricerca di una definizione dell'attività psicoterapeutica a partire dall'attività clinica quotidiana nella quale ognuno di noi è impegnato a più livelli; c) Fornire strumenti di lettura sulle nuove domande che ci pone la realtà che ci circonda (si pensi per esempio a quanto sia oggi diffusa Internet); d) Offrire una cornice teorico - pratica alle esperienze cliniche, alla ridefinizioni degli spazi dei modelli relazionali che in qualche modo ci troviamo ad affrontare e) Contribuire ad "uscire dai nostri recinti" e lanciare uno sguardo fuori dalla stanza dell'analisi. Uno sguardo altrettanto importante va posto al nostro lavoro che in misura sempre maggiore si svolge all'interno delle istituzioni (i servizi pubblici e privati) e sempre meno nei nelle tradizionali "stanze analitiche", Credo ci troviamo di fronte ad una vera e propria sfida: come coniugare il tradizionale modello analitico paziente - analista di fronte ad uno scenario mutato, come mantenere un orizzonte analitico con una mutata realtà? Siamo chiamati a dare nuove risposte, a creare nuovi presupposti in grado di rispondere alle nuove domande che ci pone chi soffre. Se perciò è vero che le modalità di trattamento nelle istituzioni non possono non tenere conto del "nuovo" che ci interroga, non per questo però dobbiamo perdere di vista l'orizzonte analitico sul quale ci muoviamo e cercare nuovi e continui "aggiustamenti" del setting analitico tradizionale.

Allora "Berggasse 19" vuole rivolgersi anche a: quanti lavorano nei servizi e che si trovano quotidianamente a ricalibrare il proprio intervento ed a fare i conti con l"ansia" di aver perso la "bussola" analitica. Agli psicoterapeuti che svolgono la loro attività prevalentemente nei loro studi e chi trovano a dover affrontare "in solitudine" le nuove soggettività: si pensi alle dipendenze patologiche: uso di sostanze (vecchie e nuove droghe); gioco d'azzardo ect.. "Berggasse 19" vuole altresì essere uno strumento di discussione per gli allievi delle scuole di specializzazione in psicoterapia di orientamento analitico con uno sguardo affettuosamente speciale per gli allievi della nostra scuola.

"Berggasse 19" avrà una cadenza semestrale; in questo "numero zero" che vuole essere un numero sperimentale, abbiamo raccolto gli interventi più significativi (e dei quali comunque potevamo disporre della registrazione su nastro) svolti durante i nostri "Seminari del sabato", da quando la nostra Scuola di Specializzazione, nel 2001, ha iniziato la sua attività riconosciuta. Nei primi anni nostri seminari avevano un titolo che fungeva da filo conduttore per i relatori che intervenivano.

Ho piacere qui ricordare quali sono stati i titoli proposti: 2001 - 2002: "La memoria del desiderio il bisogno della memoria" 2002 - 2003: "Le emozioni e la cura analitica. Dialogo tra mente cervello e corpo" 2003 - 2004: "Lo straniero" 2004 - 2005: "Il senso dei sogni"

Dal 2005 questa abitudine è andata perduta per diverse ragioni: se da un lato poteva essere accattivante riunire sotto un unico argomento relatori di differente approccio ed esperienze, dall'altro risultava difficile "costringere" loro ad affrontare tematiche che potevano risultare distanti dai loro studi attuali.

Vogliamo ringraziare tutti i relatori esterni dei nostri seminari; Gianni Vattimo, Simona Argentieri, Graziella Magherini, Gustavo Pietropolli Charmet, Luisa Passerini, Sergio Molinari, Roberto Beneduce, Antonino Ferro, Franco De Masi, Filippo Bogetto, Dario Galati, Giorgio Blandino, Paolo Migone, Giampiero Quaglino, Luciano Cofano, Enrico Ghezzi, Andrea Seganti, Mario Perini, Massimo Recalcati.

Un ulteriore ringraziamento va ai colleghi della redazione che si sono prodigati a correggere le bozze "sbobinate" ed a renderle così come le potete leggere: Laura Fattori, Mirella Rostagno, Cristina Barbero, Barbara Pitton.

Filippo Bellavia


In Questo Numero:

  • L'ascolto psicoanalitico dei nuovi adolescenti di G. Pietropoli Charmet

  • La psicoterapia on linedi P. Migone

  • Il significato dei sogni nello stato psicotico di P. Capozzi, F. De Masi

  • Lo straniero nello spazio analitico, Incontri tra pensiero bioniano, miti e religioni di M. Pedretti

  • Cicatrici del trauma e narcisismo di M. Avigliano