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La mancanza di “spazio” personale, la frustrazione che si fa azione, dipendenza aggressiva, aspetti morali, trauma, dissociazione e identificazione con l’aggressore, cicli interpersonali problematici.

Queste alcune delle espressioni che, sotto forma di tratti o di funzionamento più esteso, talvolta ritroviamo in chi accompagniamo nel percorso di terapia.

La riflessione teorica del dott. Correale si dispiegherà in approfondimenti specifici, relativi alle questioni cliniche e alla fenomenologia psicopatogena evidenziata dal disturbo Borderline di personalità.

L’esposizione di due casi clinici permetterà approfondire gli aspetti pratico clinici, sottolineando il contributo dello sguardo differenziato e differenziante che la psicoanalisi offre nell’affrontare le sfide che tali correnti affettive pongono per la coppia terapeuta paziente.

Il seminario è rivolto a psicoterapeuti, psicologi o medici, che desiderano acquisire o perfezionare le proprie competenze teorico-cliniche.

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Antonello Correale è Psichiatra, psicoanalista, già primario del Dipartimento di Salute Mentale della ASL Roma B Area II,  docente a contratto di Psicologia delle dipendenze presso l'Università di Urbino. Membro ordinario della Società Psicoanalitica Italiana (SPI), e dell’International Psychanalytical Association (IPA). Da molti anni si occupa di ricerca clinica e cura del Disturbo Borderline di Personalità in ambito sia privato, sia istituzionale.

Chi siamo
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Simona Argentieri è Membro Ordinario e Didatta dell’Associazione Italiana di Psicoanalisi e dell’International Psycho-Analitical Association, oltre che Socio Onorario dell’Istituto di Psicoterapia Psicoanalitica (I.P.P.).

È autrice di numerose pubblicazioni, in Italia e all’estero, in campo psicoanalitico e in campo culturale. Accanto all’attività clinica, didattica e societaria, si dedica alla formazione degli operatori nel campo della medicina, della psicosomatica, della salute mentale, della prevenzione e dell’assistenza neo-natale a madre e bambino. È impegnata nel campo della bioetica. Nell’ottobre 2008 le è stata conferita la Medaglia della Presidenza del Consiglio dei Ministri per meriti scientifici e culturali. Ha pubblicato estesamente, in Italia e all’estero, sia in ambito psicoanalitico, sia in ambito culturale.

 

Il termine Urszenen (scene primarie) compare in un manoscritto di Freud, la Minuta L (1897) per designare alcune esperienze infantili traumatizzanti organizzate in scenari. Freud inizialmente riteneva che all'origine del disturbo nevrotico vi fosse un evento reale traumatico avvenuto in infanzia, successivamente abbandonò la teoria del trauma reale per dare maggiore importanza al vissuto del soggetto ed alle sue fantasie in merito. I vissuti di scena primaria occupano un periodo di tempo notevolmente lungo e di essenziale importanza per lo sviluppo, che va da quattro-sei mesi di età alla seconda metà del terzo anno. Quali possono essere gli esiti, in un periodo in cui sono in atto cambiamenti maturativi di notevole importanza?

Con il consueto approccio devoto e sapiente la Dott.ssa Argentieri offrirà l’occasione di un confronto con un’area di pensiero che promuoverà una riconsiderazione dell’influenza della scena primaria sullo sviluppo ed il funzionamento del senso di realtà, a partire dal testo de “L’Uomo dei lupi”, il cui caso clinico venne pubblicato da Freud nel 1914 con costanti riferimenti sull'esperienza clinica personale e  riflessioni sul lavoro e sulla vita del noto pittore Piet Mondrian.

 

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